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Punti della patente: come funziona il saldo e come si recupera

20 settembre 2026

La patente a punti esiste da vent'anni, eppure quasi nessuno sa con precisione quanti punti ha in questo momento. È un problema pratico, non teorico: chi scopre il proprio saldo solo quando arriva la comunicazione di un provvedimento ha già perso la possibilità di correre ai ripari.

Capire come funzionano i punti della patente — quanti se ne parte, come si perdono, come si riprendono e cosa succede quando finiscono — richiede dieci minuti e può evitare mesi di complicazioni. Vale soprattutto per chi ha preso la patente da poco, perché nei primi anni le regole sono più severe di quanto molti immaginino.

Da quanti punti si parte

Ogni patente parte con venti punti. Non è un punteggio fisso: è un saldo che si muove in entrambe le direzioni.

Si perde con le violazioni che prevedono decurtazione, e si guadagna con il tempo: chi non commette infrazioni che comportano perdita di punti riceve un punto di bonus ogni anno, fino a un massimo di tre punti in tre anni. Il tetto è quindi di trenta punti, ed è la condizione in cui si trova chi guida da anni senza sanzioni.

C'è poi un meccanismo di recupero automatico che molti ignorano: se per due anni consecutivi non si commettono violazioni che comportano decurtazione, il saldo torna ai venti punti di partenza. Il tempo, in altre parole, lavora a favore di chi guida corretto, senza bisogno di fare nulla.

Come si consulta il saldo

Il punteggio non è scritto sulla patente e non arriva a casa. Si consulta gratuitamente sul Portale dell'Automobilista con le credenziali digitali, oppure tramite l'app dedicata; in alternativa si può chiedere agli uffici della Motorizzazione o a un'agenzia di pratiche auto.

È una verifica che consigliamo di fare almeno una volta l'anno, e sempre dopo aver ricevuto una multa che prevede decurtazione. Il motivo è concreto: sapere di essere a quota bassa cambia le decisioni che si prendono, dal seguire un corso di recupero prima che sia troppo tardi al fare più attenzione nei mesi successivi.

Per i neopatentati le decurtazioni sono doppie

Qui sta la parte che merita più attenzione, ed è quella che sorprende chi ha la patente da poco. Nei primi tre anni dal conseguimento della patente B, i punti sottratti per quasi tutte le violazioni raddoppiano.

Un esempio rende l'idea meglio di qualsiasi spiegazione: l'uso del telefono alla guida costa cinque punti a un automobilista con esperienza e dieci a un neopatentato. Due episodi dello stesso tipo, in un anno, portano un neopatentato a zero punti. Non serve una condotta spericolata: bastano due distrazioni con il telefono in mano.

Il raddoppio si somma alle altre regole del periodo iniziale — tolleranza zero per l'alcol, limiti di potenza del veicolo, limiti di velocità ridotti — di cui abbiamo scritto per esteso nell'articolo sui limiti per i neopatentati. È l'insieme di queste regole, più che una singola norma, a rendere i primi tre anni la fase più delicata della vita da conducente.

Va detto anche il rovescio positivo: il bonus di un punto all'anno vale anche per i neopatentati. Chi attraversa i primi tre anni senza infrazioni si ritrova con un margine più ampio proprio quando le decurtazioni tornano normali.

Quando i punti finiscono

Arrivare a zero non comporta la perdita immediata della patente, ma apre un percorso obbligato: si viene sottoposti alla revisione della patente, cioè a nuovi esami di idoneità tecnica. Bisogna rifare la prova di teoria e la prova pratica, e fino al loro superamento non si guida.

È un passaggio impegnativo, che spesso arriva a distanza di molti anni dall'ultimo esame: chi ha preso la patente a diciotto anni e la rifà a quaranta si trova davanti quiz che non riconosce, con argomenti e formulazioni cambiate. Abbiamo dedicato un articolo a parte a come funziona la revisione della patente, perché viene disposta anche in casi che non hanno nulla a che fare con l'azzeramento dei punti.

Il corso di recupero: come funziona davvero

Non bisogna aspettare di arrivare a zero per rimettersi in pari. Il corso di recupero punti si può frequentare in qualsiasi momento, purché il saldo non sia già azzerato, e si segue presso le autoscuole autorizzate a erogarlo.

Le regole sono precise. Per le patenti delle categorie A e B il corso dura dodici ore e restituisce fino a sei punti. Per le patenti professionali — C, CE, D, DE — e per chi ha la CQC, il corso è di diciotto ore e ne restituisce fino a nove. Le lezioni non possono superare le due ore al giorno e il corso va concluso entro un numero limitato di giorni, con un margine di assenze ridotto e comunque da recuperare.

Due precisazioni che evitano fraintendimenti. La prima: il corso restituisce punti fino al tetto della categoria, non azzera le multe già prese né cancella le violazioni. La seconda: per un conducente professionale il conto è diverso da quello di un privato, perché i punti servono a lavorare — un autista che resta senza patente non perde la mobilità, perde lo stipendio. È il motivo per cui a chi guida per mestiere conviene controllare il saldo con una frequenza molto maggiore.

Le violazioni che pesano di più

Non tutte le infrazioni tolgono punti: molte comportano solo la sanzione economica. Fra quelle che invece incidono sul saldo, le più frequenti riguardano l'uso del telefono, il mancato rispetto della distanza di sicurezza, il sorpasso irregolare, il passaggio con semaforo rosso, l'eccesso di velocità oltre le soglie previste e il mancato uso delle cinture o dei sistemi di ritenuta per i bambini.

Le violazioni più gravi — guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze — sottraggono un numero elevato di punti e si accompagnano ad altre sanzioni, dalla sospensione della patente a conseguenze penali nei casi più seri. Su questo fronte il nuovo Codice della strada ha inasprito parecchio: ne abbiamo scritto nell'articolo sulle novità che riguardano chi prende la patente oggi.

Un caso che vale la pena conoscere: se alla guida c'è una persona diversa dal proprietario del veicolo e il conducente non viene identificato, il proprietario è tenuto a comunicarne i dati. Non farlo comporta una sanzione autonoma. È una situazione tipica delle auto familiari o aziendali, e si risolve semplicemente rispondendo alla richiesta nei termini indicati.

Il consiglio pratico

Controlla il saldo adesso, non dopo la prossima multa. Se sei sotto la metà del punteggio, valuta un corso di recupero prima che la situazione si stringa: farlo con margine è una scelta, farlo con l'acqua alla gola è una corsa contro il tempo. E se hai la patente da meno di tre anni, tieni presente che il tuo margine reale è la metà di quello che pensi.

Ad Autoscuola Lambro, a Sant'Angelo Lodigiano e a Lodi, seguiamo le pratiche legate alla patente e possiamo aiutarti a capire la tua posizione e quali passaggi ti riguardano. Se hai ricevuto una comunicazione e non ne comprendi la portata, portacela: leggerla insieme è il modo più rapido per sapere se è una formalità o qualcosa che richiede una scelta.

Leggi anche: tutti i limiti per i neopatentati, le novità del Codice della strada e come funziona la revisione della patente.

Domande frequenti

Con quanti punti parte la patente?

Con venti punti. Chi non commette violazioni che comportano decurtazione guadagna un punto di bonus ogni anno, fino a un massimo di tre: il tetto è quindi di trenta punti.

Come faccio a sapere quanti punti ho?

Il saldo non è scritto sulla patente. Si consulta gratuitamente sul Portale dell'Automobilista con le credenziali digitali o tramite l'app dedicata, oppure si chiede agli uffici della Motorizzazione o a un'agenzia di pratiche auto.

È vero che i neopatentati perdono il doppio dei punti?

Sì. Nei primi tre anni dal conseguimento della patente B le decurtazioni raddoppiano per quasi tutte le violazioni. L'uso del telefono alla guida, per esempio, costa dieci punti invece di cinque: due episodi in un anno bastano ad azzerare il saldo.

I punti si riprendono da soli?

Sì, in due modi. Ogni anno senza violazioni che comportano decurtazione vale un punto di bonus, fino a tre. Inoltre, dopo due anni consecutivi senza violazioni il saldo torna automaticamente ai venti punti di partenza.

Quanto dura il corso di recupero punti e quanti punti restituisce?

Per le patenti A e B il corso dura dodici ore e restituisce fino a sei punti; per le patenti professionali C, CE, D, DE e per la CQC dura diciotto ore e ne restituisce fino a nove. Le lezioni non possono superare le due ore al giorno e si segue presso le autoscuole autorizzate.

Cosa succede se arrivo a zero punti?

Non si perde subito la patente, ma si viene sottoposti a revisione: bisogna rifare l'esame di teoria e la prova pratica, e fino al loro superamento non si può guidare. Il corso di recupero si può frequentare finché il saldo non è azzerato, quindi conviene muoversi prima.

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